16.01.2025 г.

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Codice EORI Bulgaria per importare nell’UE

Codice EORI Bulgaria per importare nell’UE

Un’azienda bulgara può essere pienamente operativa, avere partita IVA e conto aziendale, ma restare bloccata alla prima importazione se non dispone del codice EORI Bulgaria. Il motivo è semplice: la dogana non identifica l’operatore con la sola registrazione societaria o con il numero IVA. Per presentare dichiarazioni doganali nell’Unione europea, l’impresa deve essere riconosciuta nel sistema EORI.

Per un imprenditore italiano che utilizza una SRL bulgara per acquistare merci extra UE, vendere fuori dall’Unione o organizzare una filiera logistica internazionale, questo passaggio va pianificato prima dell’arrivo della merce. Richiederlo quando il container è già in porto o quando il corriere chiede i dati doganali significa esporsi a ritardi, costi di deposito e comunicazioni urgenti da gestire a distanza.

Cos’è il codice EORI Bulgaria

EORI significa Economic Operators Registration and Identification. È il codice di identificazione doganale utilizzato in tutta l’Unione europea per gli operatori economici che svolgono attività soggette a formalità doganali.

Il codice viene attribuito una sola volta all’operatore e, una volta valido, può essere utilizzato nelle operazioni doganali effettuate nell’UE. Non è una licenza di importazione, non sostituisce la registrazione IVA e non coincide automaticamente con l’iscrizione VIES. È un identificativo specifico per il rapporto con le autorità doganali.

Per una società costituita in Bulgaria, il numero EORI è normalmente rilasciato dalle autorità doganali bulgare e presenta il prefisso nazionale BG. La struttura effettiva del codice dipende dall’identificativo assegnato all’impresa o alla persona richiedente. Non conviene assumere che il numero IVA bulgaro sia automaticamente un EORI utilizzabile: occorre verificare l’avvenuta assegnazione e la corretta attivazione del soggetto nei registri doganali.

Quando serve il codice EORI per una società bulgara

Il codice EORI serve ogni volta che la società è indicata in una dichiarazione doganale o svolge un ruolo che richiede identificazione presso la dogana. Il caso più frequente è l’importazione in Bulgaria o in un altro Stato UE di merci provenienti da Cina, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti, Svizzera e altri Paesi extra UE.

Serve anche per le esportazioni verso Paesi terzi, per le procedure di transito, per determinate autorizzazioni doganali e per comunicare con spedizionieri, corrieri internazionali o rappresentanti doganali. Se la società acquista merce esclusivamente da fornitori situati nell’UE e la circolazione resta interna al mercato unionale, l’EORI può non essere necessario per quella specifica operazione. In questo scenario entrano invece in gioco IVA, VIES, fatturazione intracomunitaria e prova del trasporto.

La distinzione è operativa, non teorica. Un acquisto da un fornitore tedesco non richiede di regola una dichiarazione doganale. Un acquisto dalla Cina che transita da un porto europeo la richiede, anche se la merce viene poi consegnata in Italia o in Bulgaria. La società che figura come importatore deve quindi avere una posizione doganale corretta.

EORI, IVA bulgara e VIES: tre registrazioni diverse

Uno degli errori più comuni è considerare queste registrazioni intercambiabili. Non lo sono.

La partita IVA bulgara permette di gestire operazioni rilevanti ai fini IVA secondo il regime applicabile. L’iscrizione VIES consente, quando spettante, di operare nelle transazioni intracomunitarie B2B con soggetti IVA di altri Stati membri. Il codice EORI identifica invece l’operatore nel sistema doganale.

Una SRL bulgara che importa beni dalla Cina può aver bisogno di partita IVA, EORI e, a seconda della struttura commerciale, VIES. Tuttavia, il momento della registrazione IVA, il recupero dell’IVA all’importazione e gli obblighi dichiarativi dipendono da come è organizzata l’operazione. Conta dove la merce entra nell’UE, chi risulta importatore, dove termina il trasporto e se la merce viene successivamente movimentata in un altro Stato membro.

Per questo non è sufficiente chiedere allo spedizioniere di “fare la dogana”. Lo spedizioniere può presentare una dichiarazione in rappresentanza dell’azienda, ma deve ricevere dati coerenti e deve sapere con precisione quale soggetto agisce come importatore. Una struttura errata può generare IVA non recuperabile, dazi imputati al soggetto sbagliato o anomalie nella documentazione contabile.

Come richiedere il codice EORI in Bulgaria

La richiesta viene presentata alla competente amministrazione doganale bulgara. Per una società già registrata, la pratica richiede normalmente i dati identificativi dell’impresa, la prova dei poteri del legale rappresentante e la documentazione societaria necessaria a verificare l’identità del richiedente.

Se la domanda viene gestita da un consulente o da un delegato, occorre predisporre una procura adeguata. Per i soci o amministratori non residenti in Bulgaria, la qualità della documentazione è decisiva: firme, traduzioni, deleghe e dati societari devono risultare coerenti con il registro commerciale bulgaro. Un’incongruenza apparentemente minima può rallentare la pratica più della procedura doganale stessa.

Prima di presentare la domanda, è utile verificare almeno quattro elementi:

  • la società è correttamente iscritta e il rappresentante legale risulta aggiornato;
  • il codice di attività e il modello commerciale sono compatibili con l’operazione prevista;
  • la società sa se agirà come importatore diretto o tramite un altro soggetto della catena;
  • il commercialista dispone delle informazioni necessarie per registrare correttamente dazi, IVA all’importazione e costi accessori.

Il rilascio può essere rapido quando la documentazione è completa, ma non va trattato come un adempimento da chiedere il giorno dello sdoganamento. I tempi reali dipendono dall’ufficio competente, dalla modalità di presentazione e dalla posizione della società. Per operazioni con una data di arrivo già fissata, il margine va creato prima dell’ordine o almeno prima della spedizione.

Chi deve richiederlo: società, imprenditore o rappresentante?

La risposta dipende dal soggetto che svolge l’operazione doganale. Se l’importatore è una SRL bulgara, l’EORI deve essere intestato alla SRL bulgara. L’amministratore italiano non usa il proprio codice personale al posto di quello della società, salvo che stia operando direttamente come persona fisica o imprenditore individuale.

Questo punto è particolarmente rilevante per chi gestisce più attività: una società italiana, una società bulgara e magari una posizione personale. Ogni soggetto giuridico ha una propria identificazione e una propria responsabilità documentale. Usare il codice sbagliato può creare un disallineamento tra fattura commerciale, dichiarazione doganale, pagamento dei dazi e registrazioni contabili.

Anche la rappresentanza doganale va impostata con attenzione. Il rappresentante diretto agisce in nome e per conto dell’importatore. Nella rappresentanza indiretta, il rappresentante agisce in nome proprio ma per conto dell’operatore. Le responsabilità e gli effetti pratici non sono identici. Per importazioni ricorrenti o di valore rilevante, questa scelta deve essere coordinata con il contratto commerciale e con la gestione IVA.

Errori che costano tempo e margine

Il primo errore è confondere l’EORI con il VIES e scoprirne la mancanza al momento dell’importazione. Il secondo è indicare la società bulgara come acquirente in fattura, ma far importare formalmente la merce a un altro soggetto senza una struttura documentale chiara.

Un terzo errore riguarda l’Incoterm. Un DDP può sembrare comodo perché il fornitore promette di consegnare la merce già sdoganata, ma bisogna capire chi figura realmente come importatore e chi versa l’IVA. Se la società bulgara deve recuperare l’IVA all’importazione o dimostrare l’origine della merce, una gestione opaca del fornitore può diventare un problema contabile.

Infine, non va sottovalutata la coerenza dei documenti. Fattura, packing list, classificazione doganale, valore dichiarato, prova dell’origine e dati dell’importatore devono raccontare la stessa operazione. Il codice EORI è il punto di accesso, non una soluzione automatica a una pratica preparata male.

Per chi apre una società in Bulgaria con finalità commerciali internazionali, la scelta più efficiente è inserire l’EORI nel piano di avvio insieme a IVA, VIES, conto aziendale e flusso contabile. SocietaInBulgaria.eu affianca gli imprenditori italiani nella costituzione e nella gestione amministrativa della società bulgara, coordinando i passaggi necessari con professionisti locali abilitati. Preparare correttamente la posizione prima della prima spedizione consente di usare la società come strumento operativo, non come una struttura da correggere sotto pressione.

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